Tedua-Dont-Panic

Tedua: con la sua storia e con “Don’t Panic” si rifà all’inferno di Dante

Con l’uscita del suo ultimo disco, Tedua (all’anagrafe Mario Molinaro) il noto rapper di origini genovesi si è decisamente affermato tra i grandi big della musica rap italiana. I suoi meriti? Una metrica di tutto rispetto e assolutamente originale, la ricchezza dei suoi contenuti.

Perché i riferimenti alla Divina Commedia di Tedua aprono nuovi scenari musicali

Dopo vari progetti in studio, Tedua esce con Vita Vera mixtape e la sua ultima uscita è la tanto acclamata Don’t Panic.

In questo EP il rapper confronta il percorso intrapreso da Dante nei suoi gironi con quello da lui realmente compiuto nel corso della sua vita. Dante realizzò il suo cammino partendo dall’inferno, attraverso il purgatorio fino al paradiso per ritrovare la sua amata Beatrice.

Perché Tedua viene definito il nuovo Dante

Tedua racconta del suo inferno vissuto nell’infanzia, il purgatorio dell’adolescenza fino ad arrivare ad oggi dove si profila un’immagine di paradiso. Essa è costituita dalla retta via, dai buoni propositi, coronati da quell’amore e da quella felicità che non gli sono state concesse da bambino.

La storia di Tedua dalle origini:

Mario Molinari in arte Tedua è nato a Genova nel ’94. A soli 3 anni è stato assegnato a diverse famiglie affidatarie di Milano, finendo poi per il suo comportamento ribelle ed irrefrenabile in una casa famiglia.

In condizioni di solitudine e di abbandono emozionale si forma il suo carattere: irrequieto e forte. Negli anni della crescita ha subito maltrattamenti dai prepotenti più grandi ed ha sofferto per i multipli trasferimenti.

A sedici anni si avvicina al mondo della droga, dove sembra trovare un medicamento per tutti i suoi malesseri esistenziali e per la ricerca dell’amore che sembra non arrivare mai.

Tormentato ed irascibile sembra non trovare pace: i mostri del suo passato lo tormentano tutt’oggi.

Nella canzone Purple, Tedua nomina una figura retorica di donna nelle sue canzoni: essa rimane sempre nell’ombra, e non ne viene mai svelata l’identità, ma l’unione con lei è fonte di gioia e salvezza.

Produzioni musicali di Tedua: dalle crew di Cogoleto a Vita Vera Mixtape

Dopo mille vicissitudini a 13 anni Mario Molinari alias Tedua torna a vivere in Liguria nei pressi di Genova. Nella cittadina di Cogoleto fonda insieme ad alcuni amici (Izi, III Rave, Vaz Tè e Bresh) una crew denominata Wild Bandana. Dopo pochi anni tornerà a vivere nella zona est di Milano avvicinandosi sempre più allo scenario musicale urbano della città.

Tedua infatti aveva già iniziato a praticare freestyle rap a 11 anni, distinguendosi subito per la padronanza di testi complessi, rime e assonanze non banali. Si profila insomma un giovane talento. Il rap viene idealmente vissuto come una via di uscita, una liberazione da tutto ciò che di opprimente aveva subito nella vita.

Le influenze musicali di Tedua e i suoi album

Prendendo ispirazione da artisti come Eminem e Club Dogo, Tedua percorre una strada auto produzione di testi e basi musicali fatte in casa. La sua determinazione e la sua voglia di costruire qualcosa lo portano a conoscere alcuni artisti noti del settore come Ghali e Sfera Ebbasta.

I suoi ultimi due album, Mowgli e Vita Vera mixtape sono stati prodotti da Chris Nolan, che lui stesso definisce fratello di sangue.

Il successo sta sorridendo a questo artista che ha fatto delle sue esperienze il suo credo. Egli ha messo insieme tutte le sofferenze e le delusioni patite per diventare forte e sfondare il muro dell’indifferenza.