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Come nasce il rap nei sobborghi di Genova: Tedua e la sua periferia

Il rapper Tedua sta diventando uno degli artisti più in vista della scena musicale italiana. Con una immagine rinnovata ed uno stile assolutamente unico, Mario Molinari si appresta ad entrare nell’olimpo del rap italiano.

Tedua: la storia del cantante rap

Nato a Genova il 21-02-1994 a soli 3 anni viene dato in affido e trasferito a Milano. Si susseguono sballottamenti vari tra una famiglia affidataria ed un’altra alternandosi in istituto. Finalmente a 13 anni riesce a tornare con sua madre, rientrando così a vivere in Liguria in varie località vicine a Genova.

A Cogoleto appunto con alcuni amici fonda la crew Wild Bandana. Di questo gruppo fanno parte anche Vaz Tè, Bresh, III Rave e Izi.

Dopo pochi anni Tedua tornerà nella culla del rap italiano: Milano. Nello specifico la zona est (Calvairate).

Discografia e produzioni di Tedua:

Corre l’anno 2017 quando Tedua esce con il suo primo disco pubblicato dalla Universal Music Italia intitolato Orange County California. In esso troviamo featuring con Sfera Ebbasta, Ghali, Rkomi e Izi. La produzione è affidata a Chris Nolan, Sick Luke e Charlie Charles.

Nel 2018 arriva il secondo album di Tedua: Mowgli, stavolta pubblicato da Sony Music. L’album è molto significativo, paragona la giungla del personaggio disneyano alla giungla urbana vissuta (subita) da Tedua.

Sempre nello stesso anno su YouTube esce il video musicale di Fashion Week Rmx. Il singolo estratto da Mowgli in featuring con il rapper francese Sofiane ha un video che viene appunto girato tra Genova e Milano. Raccontando il passaggio di forma e sostanza dalla periferia di Mario all’ambiente milanese di Tedua.

Tedua dalla periferia genovese all’ambient milanese

Il video di Fashion Week Rmx è diretto da Federico Merlo, e racconta i cambiamenti e l’ascesa che partono dalle periferie per arrivare agli ambienti fashion del capoluogo lombardo.

Si parte dalla Milano bene, con una scena in terrazza nella zona centrale di Milano, dietro la crew vediamo il grattacielo Pirelli e lo sfondo di Porta Garibaldi. Per le scene più popolari ci si alterna tra il quartiere Trecca sempre a Milano ed il quartiere Lavatrici di Genova.

Non è la prima volta che le lavatrici compaiono nei video di Tedua, anche in Burnout compaiono alle spalle del cantante che si trova in un campo di basket. Merlo sostiene che queste inquadrature di vita vera confermano la credibilità di questo artista che ha vissuto molto della sua vita on the road.

I video di Tedua vogliono portare l’attenzione su queste realtà di degrado che si sviluppano alle periferie cittadine. Quelli che in principio dovevano essere dei progetti urbani di autonomia e benessere, si sono trasformati in aree di degrado.

In sostanza costruire degli alloggi popolari in una area a sè stante rispetto alla città ha conferito loro l’identità di un ghetto, alimentando la divisione sociale, gli episodi di prevaricazione e la fucina del disadattamento.

Nei suoi video Tedua cerca di portare l’attenzione verso quei luoghi che gli hanno dato i natali e che lo hanno cullato negli anni dell’infanzia. Lui vuole essere la rivincita di quelli che come lui hanno lottato e stanno lottando tutt’ora per emergere dalla giungla urbana delle periferie.